Fotografare fotografi: ritratti di turisti asiatici a Milano


Il turismo asiatico in Italia e in Europa sta acquisendo anno dopo anno una fetta sempre più ampia del turismo globale. L’importanza economica del fenomeno non è affatto marginale: molti Paesi europei hanno infatti scelto di investire in questo ramo del turismo, snellendo le procedure burocratiche per i viaggiatori e aumentando il personale parlante cinese-mandarino.

E fra le tante città europee visitate, Milano è da tempo una delle mete favorite. Un giro nel centro della capitale meneghina e si ha subito la conferma di questo trend, con insegne in giapponese e cinese nelle vetrine e commessi multilingue. Infatti, se in generale la Lombardia è la meta più ambita per lo shopping dagli stranieri, cinesi e giapponesi  fra tutti sono quelli che spendono di più durante le loro visite, specialmente nell’alta moda.

Ma a contraddistinguere il turista asiatico medio a Milano come altrove non sono soltanto le mille borse e pacchetti, frutto dello shopping nei negozi più costosi delle vie della moda, ma anche l’immancabile macchina fotografica. E soprattutto chi viene dal Giappone, patria di Nikon e Canon, sfoggia un’attrezzatura professionale da fare invidia, spesso impiegata per fotografare ogni singolo dettaglio, dal piccione di fronte al Duomo ai piatti di spaghetti. Questa frenesia nello scattare non è da imputare, come spesso si è detto malignamente, alla volontà di appropriarsi delle amenità occidentali per riproporle in patria attraverso l’imitazione: semplicemente lo sviluppo di rullini e l’acquisto di apparecchi fotografici è da sempre meno costoso in Asia, mentre in Europa soltanto l’avvento del digitale ha reso la fotografia meno proibitiva.

Abbiamo fatto un giro in Piazza Duomo a Milano, per immortalare i turisti asiatici intenti nella loro attività preferita. Che si tratti di una reflex o di uno smartphone con tanto di bastone per i selfie, la missione rimane sempre la stessa: scattare a più non posso per non dimenticarsi neanche un istante del proprio viaggio.

 

Serena Zeppilli

Nata e cresciuta fino all’età di 23 anni tra le colline marchigiane e il mare, decido, da un giorno all’altro di lasciare tutto e armata di computer e valigia mi trasferisco a Milano. Innamorata della pittura e di ogni opera d’ingegno, dopo il Liceo Artistico mi laureo in Comunicazione Visiva Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Seguito a lavorare per due anni come collaboratrice per E-commerce, advertising e spot-pubblicitari,per poi iscrivermi al Master in Photography and Visual Design della NABA in collaborazione con lo spazio Forma. Ad oggi lavoro come assistente di produzione fotografica presso lo studio di Francesco Jodice e, attratta dalla rielaborazione e manipolazione fotografica proverò a contribuire in modo immaginifico per Pequod!
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Nata e cresciuta fino all’età di 23 anni tra le colline marchigiane e il mare, decido, da un giorno all’altro di lasciare tutto e armata di computer e valigia mi trasferisco a Milano. Innamorata della pittura e di ogni opera d’ingegno, dopo il Liceo Artistico mi laureo in Comunicazione Visiva Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Seguito a lavorare per due anni come collaboratrice per E-commerce, advertising e spot-pubblicitari,per poi iscrivermi al Master in Photography and Visual Design della NABA in collaborazione con lo spazio Forma. Ad oggi lavoro come assistente di produzione fotografica presso lo studio di Francesco Jodice e, attratta dalla rielaborazione e manipolazione fotografica proverò a contribuire in modo immaginifico per Pequod!

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