7:30 l’ora dell’abbandono: ex-cotonificio Cantoni di Saronno


Fotoreportage di Stefano Banfi, Lorenzo Caimi e Riccardo Schiavo

Correva l’anno 2002. Dopo 91 anni di onorata attività il cotonificio Cantoni ufficializzava la sua fine.

Gli immensi spazi della ditta vennero gradualmente abbandonati lasciando sporadiche tracce del passaggio della recente vita industriale. Registri di vendite, scrivanie, materiale tessile, manichini rimangono ancorati all’ormai ex-cotonificio quasi a ricordare a cosa furono adibiti quegli spazi.

E poi gli sterminati paesaggi lunari offerti dai vari capannoni, dove fanno capolino le colonne portanti e i fatiscenti neon che pendono dai soffitti. L’atmosfera è quella di un film horror di Romero, ti aspetti di essere assalito da inquietanti presenze ad ogni minimo rumore ma in realtà le uniche presenze son quelle dei piccioni che, numerosi, assediano i lucernari sfondati da cui filtra quel poco di luce presente. L’umidità la fa da padrona. Pozze che potrebbero esser facilmente scambiate per stagni costellano la pavimentazione dell’edificio. Qua e là spuntano, testarde ed insistenti, piante e felci verdi che cercano di dare un poco di colore alla monocromia grigio – muffa che caratterizza gli spazi.

Con i suoi cupi e tetri torrioni che svettano oltre il muro di cinta, la “ex – Cantoni” rappresenta quasi uno sberleffo, una provocazione, una sfida a chi trasforma e plasma il territorio sotto la dura regola di cemento e betoniera.

Complice l’immobilismo delle amministrazioni comunali che si sono avvicendate, i progetti per trasformare l’area dismessa in centri commerciali o palazzoni popolari sono stati, fortunatamente, sempre sventati. I caseggiati della vecchia fabbrica così resistono e persistono da 11 anni. Al loro interno sembra che il tempo si sia fermato. I calendari segnano ancora il 2002. I registri di vendita ammonticchiati sopra le scrivanie parlano di affari del medesimo anno. Tutti gli orologi ancora appesi segnano la medesima ora, le 7:30.

Le uniche cose in grado di mutare in questo piccolo mondo fermo a inizio anni 2000 sono l’umidità e la vegetazione che agendo in simbiosi conquistano ogni giorno piccoli pezzi dell’ex industria.

Dopo 11 anni di abbandono forse la testarda resistenza di questi caseggiati è destinata a finire. Secondo il nuovo Piano di Governo del Territorio difatti al loro posto sorgeranno case, giardini e parchi.

E così l’ex area industriale scomparirà senza lasciar traccia dietro di sé.

E il tempo, fermo alle 7:30 di un giorno di inizio millennio, forse anche lui, tornerà a correre.

 


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