Tre giorni a Stoccolma

Pensi a Svezia e pensi… a cosa pensi? Freddo, neve? Nobel, Ikea? Spesso ignorati e considerati esclusivamente come oasi di civiltà e d’avanguardia, senza alcun appeal turistico, i paesi scandinavi possono rivelare piacevoli sorprese dal punto di vista culturale e paesaggistico, come ho potuto osservare a Stoccolma, capitale della Svezia, ricca di una storia e di una cultura sconosciuta ai più, con scorci che non ci si aspetterebbe. Tenendo presente che la Svezia in generale, e Stoccolma in particolare, è un paese abbastanza costoso (10 Corone-SEK- equivalgono a poco più di 1 €, un pasto completo è sulle 400 SEK), è comunque possibile sfruttare al meglio e in poco tempo questa città, senza arrecare troppo danno al portafoglio. Brevemente, ecco quello che si può scoprire in soli 3 giorni low-cost di questo freddo e regale paese.

Primo giorno: dall’aeroporto di Skavsta, arrivati col bus alla Stazione Centrale, inizia l’esplorazione della città, usando la comoda Tunnelbana, cioè la metro. Per i tre giorni di visita, si può acquistare una Travelcard da 72h: 230 SEK. La prima cosa da vedere è senza dubbio Gamla Stan, il centro storico situato sull’isola centrale di Stoccolma, la cittadella risalente al XIII secolo, con tutta la sua babele di stradine e vicoli, in salita, in discesa, circondate da negozi di souvenir, ma anche botteghe di artigianato; un luogo unico che ricorda le città di mare mediterranee, più che una pulita e ideale città nordica. Il fascino di questo luogo culmina nella piazza di Stortorget, su cui si affaccia, tra l’altro, il museo del Nobel, con i suoi palazzi pittoreschi e le sue case piene di colori.

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Stortorget

Da Gamla Stan si arriva fino al palazzo reale, Stockholms slott, nel punto più alto di questo quartiere-isola: una costruzione semi-circolare sede di diversi musei, ma non della famiglia reale, che già da tempo risiede, anche se non ufficialmente, in un’altra residenza privata. Ogni giorno, verso mezzogiorno, fuori dal palazzo avviene il cambio della guardia, banda musicale, guardia a cavallo e inno compresi. Sempre a Gamla Stan si può visitare la cattedrale di Stoccolma, o Storkyrkan, la chiesa di San Nicola, in stile barocco con uno  splendido e inquietante complesso scultoreo rappresentante San Giorgio e il drago.

Secondo giorno: musei a Stoccolma ce ne sono tanti, ma uno veramente degno di nota (e di visita) è il Vasa museet, situato su un’isola dell’arcipelago di Stoccolma(biglietto per adulti 130 SEK): al suo interno è esposto, praticamente intatto, un vascello da guerra del XVII secolo affondato a pochi kilometri dal porto al suo viaggio inaugurale; una sorta di Titanic ante litteram. Le condizioni del fondale marino consentirono negli anni ’60 il recupero per intero della nave, attorno al quale venne in sostanza costruito il museo. Non è possibile, ovviamente, salire a bordo, ma una serie di passerelle a più piani permettono di osservarlo da vicino, lasciando sbalorditi per la ricchezza delle decorazioni (che dovevano essere a colori) e per lo stato di conservazione pressoché perfetto: il 98% sono parti originali, dopo 333 anni passati sott’acqua!

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Il museo si può raggiungere col battello (se apprezzate l’ironia della cosa) ma è anche possibile ritornare a piedi al centro città con una serie di ponti che collegano le varie isole: passando per Östermalm, il quartiere più ricco e ‘in’ della città, sempre con la metropolitana ci si può recare a Riddarholmen, un’isola adiacente a Gamla Stan, dove si trova la Riddarholmskyrkan, il pantheon dei re svedesi. Dal lungomare di Evert Taube Terrass, passeggiata dedicata all’omonimo musicista folk svedese, con tanto di statua in suo onore, si ammira il prolungarsi via mare della città e l’imponente municipio Stockholm stadshus, dove ogni anno si tiene la cena ufficiale in occasione della cerimonia di premiazione del Nobel.

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Statua ad Evert Taube

 

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Stockholm Stadshus

Per la sera e lo shopping, ideali sono la zona a nord di Gamla Stan, il Norrmalm, più alla moda ed elegante, o il Södermalm, più alternativo, ricco di negozi e boutique vintage.

Terzo giorno: se non siete superstiziosi e siete poco impressionabili, andate a Skogskyrkogården. Dietro questo nome impronunciabile, si cela un sito iscritto all’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Cos’è? Un cimitero. Novantasei ettari di prato che ricordano un campo da golf, se non fosse per le lapidi nascoste dietro i pini e gli alberi, con una sensazione (senza dubbio) di quiete e un’ambientazione da Campi Elisi; lo sconsiglio di sera, dove i lumini delle tombe possono far pensare a fuochi fatui che è preferibile non inseguire. Inoltre, se avete la pazienza di cercare(la sottoscritta non l’ha avuta), qui si trova la tomba della diva Greta Garbo.

Infine, se vi siete ripresi dall’atmosfera lugubre della visita precedente, c’è sempre spazio per un po’ di sana gastronomia: nel ricco quartiere, già citato, di Östermalm, si trova la SaluHall, il mercato coperto in stile art nouveau, dove è possibile assaggiare vero cibo svedese, aldilà delle famose polpette vendute in un qualsiasi negozio Ikea: l’aringa affumicata è da provare! Il clima da fiaba è assicurato e per chi subisce il fascino delle città del nord, con quell’aria malinconica ma razionale.

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Saluhall

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Flavia Irene Gatti

Quando ero piccola sulla mia scrivania avevo un mappamondo e lo facevo ruotare e ruotare, immaginando luoghi e città da visitare. Dalla mia casa fra i laghi bergamaschi, provo a viaggiare, quando e quanto posso, e soprattutto a scrivere, di viaggi, di posti e di persone. Dopo il liceo classico e una collaborazione presso un giornale della provincia di Bergamo, mi sono stabilita a Milano, dove mi sono iscritta a Lettere all’Università Statale, laureandomi alla triennale nel 2012 e proseguendo gli studi di specialistica in Filologia Moderna, quasi ultimati. A Pequod sono caporedattrice e responsabile della sezione Viaggi.

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