Geneva International Motor Show


Era il 1905, quando a Ginevra apriva i battenti il primo Salone dell’automobile, tenuto presso il Palais du Conseil Général, cui aderivano 59 espositori. Nel corso di un secolo ha consolidato la propria posizione di prestigio nel panorama automobilistico, fino a diventare uno dei principali eventi del settore a livello mondiale, l’unico nel vecchio continente ad essere sopravvissuto, senza chiusure o rinvii, al cataclisma che ha colpito il mercato negli anni passati.Dal 1982 la manifestazione si tiene al funzionale PALAEXPO, che nei giorni del Salon è raggiungibile comodamente in autobus, grazie ad una linea dedicata nell’intensissimo traffico della città del lago Lemano, partendo dalla centrale Gare Cornavin.

Se sulla presenza di auto da sogno non ci sono mai stati dubbi, più sorprendente è stata la massiccia esposizione di automobili che percorrano la strada dell’ecosostenibilità. Naturalmente, visti i tempi, anche questa è un’ottima vetrina pubblicitaria, in cui le case volentieri mettono in mostra la propria tecnologia. Si va dall’ibrido “classico” mostrato da moltissime case, come ad esempio Toyota (che abbinava anche istruttivi pannelli interattivi) o Volkswagen. Dall’ibrido si passa all’elettrico puro, con la presenza del costruttore americano Tesla, il primo a produrre in larga scala vetture di alta gamma alimentate unicamente da batterie. Notevole anche l’esemplare di monoposto Renault-Dams, partecipante al campionato mondiale di Formula-E, dedicato ad auto a propulsione elettrica.

Per quanto riguarda i carburanti alternativi, molto osservato il distributore di biogas e l’automobile adeguata a tale alimentazione. In mostra anche il motore a bassi consumi EcoBoost di Ford, che da 3 anni viene premiato come motore dell’anno dagli addetti ai lavori.

Da citare i fantascientifici pneumatici BHO3 di Goodyear, in grado di recuperare energia cinetica in fase di frenata per ricaricare le batterie di un’auto elettrica, oltre a fungere da fonte di raccolta di energia solare ad auto ferma.

Una rassegna patinatissima, quindi, che ogni anno registra almeno 700.000 petrolheads che hanno la possibilità di vedere con i propri occhi oggetti che  fanno battere il cuore, missione che le auto green, al momento, sono ancora ben lungi dal poter compiere.[metaslider id=4479]

Ivan Tomasoni

Studente di ritorno in marketing, osservatore felicemente timido, di poche parole e troppe virgole. Sono stato stregato dal planisfero in terza elementare. Ringrazio Alvaro Recoba per il genio, Audrey Tautou per la finezza e J Dilla per la sintesi. Amo le stazioni di servizio in autostrada, detesto il bianco-o-nero. Sono salito a bordo nel novembre 2014 e sono il discutibile responsabile della sezione di attualità, che cerco di coordinare nell’ottica del più ampio e capace respiro possibile.
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