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Questa sera alle 20.45 debutterà  Much ado about nothing, un nuovo spettacolo de “La Gilda delle Arti – Teatro Bergamo”, presso il Teatro comunale di Roncola San Bernardo (BG). Uno spettacolo che è più di uno spettacolo: i responsabili della compagnia, Nicola Armanni e Miriam Ghezzi, hanno creato un progetto autofinanziato per promuovere la cultura del teatro giovanile e formare una compagnia di teatro stabile formata da giovani. Ne parliamo con Miriam Ghezzi, regista della compagnia....   leggi tutto

Si sono chiusi ieri, 1 Dicembre, i tempi di arrivo in Italia dei plichi elettorali contenenti il voto degli italiani residenti all’estero sul referendum costituzionale, il voto di coloro tra i circa 490.000 concittadini iscrittisi all’AIRE che hanno esercitato il proprio diritto civico anche fuori dal territorio nazionale.
I primi dati raccolti danno un riscontro positivo circa l’affluenza alle urne: rispetto al referendum dello scorso Aprile sul rinnovo delle concessioni per le trivellazioni in mare, che aveva raccolto circa 800 mila voti all’estero, sembra che quest’anno un maggior numero di iscritti alle liste dell’AIRE abbia effettivamente spedito il proprio voto in patria. I primi numeri arrivano dalla Svizzera, che si conferma la nazione da cui gli italiani residenti votano di più, con una percentuale che oscilla tra il 38% e il 42%....   leggi tutto

Judging by the debate surrounding the changes proposed by the Renzi government to the Italian constitution, one would gather the impression that this set of fundamental principles is some sort of sacred authority, an institution always already perfect in its form and therefore untouchable. The term “perfect”, in particular, has been regularly used to describe the Italian Constitution by those who want to highlight its extraordinary flexibility and applicability to a wide range of different situations. What has historically characterised most constitutions around the world, however, is not their fixity, but a continuous process of adaptation to historical necessity....   leggi tutto

Dall’alto delle sue colline, possenti e accoglienti al contempo nella dolcezza delle loro curve maestose, la Toscana è un’illimitata distesa di sfumature verdi, che muta di tono alla svolta d’ogni rilievo e seguendo i capricci del tempo, gli spostamenti del sole, l’agire delle intemperie e il ciclo delle stagioni. Lo sguardo si perde nel tentativo di definire le tinte e si aggrappa alla ricerca di pochi dettagli; la presenza umana, sincronizzatasi ai ritmi della terra e adattatasi alle sue esigenze, si è mimetizzata tra il succedersi di boschi da legna e colture d’ulivi, prati per il pascolo e terreni agricoli.
La mattina poi, il sole giocando a intrecciare i raggi di luce ai fili d’erba confonde le pupille, illudendo che sia giorno prima del tempo, prorompendo in un cielo che è solo per lui, limpido e sgombro, asciugando coltri di rugiada, sollecitando la fauna a cantare in versi il ritorno alla veglia. È in un mattino così soleggiato che Davide sorprende le mie palpebre, impegnate nella ricerca dentro una tazza di caffè della forza di alzarsi, con una proposta che non mi aspettavo di ricevere qui a Ripacci, in questo ritiro sulle colline maremmane: «Se hai voglia, oggi andiamo a vedere i resti di una villa romana, dopo aver portato le mucche al pascolo»....   leggi tutto

Visiting the country where I was born has always meant, at least partly, visiting ruins. This is true in a metaphorical as well as a concrete sense: in addition to the remains of buildings bombed out in the nineties, the landscape of my travels there has always been punctuated by stories of the awful things that happened in one place or another. As we drive through the countryside and various towns to reach Mostar, my parents tell me stories about actions carried out by armies and paramilitary groups, images that are hard to reconcile with the reality of the lived and nowadays relatively quiet localities that flow before my eyes. Archaeology is defined as “the study of historic or prehistoric peoples and cultures by analysis of their artefacts, inscriptions, monuments and such remains”. I think about this as we drive through the striking mixture of old and new that is Bosnia and Herzegovina today, and I reflect on how my knowledge of it and of Yugoslavia and my very relationship to them are characterised by an almost archaeological impulse: I look attentively, gather traces and imprint them on my memory, excavating sites by gathering stories from my parents and anyone else who will share them with me. This is how I try to make sense of Yugoslavia, the country where I was born, and Bosnia and Herzegovina, the country where my documents must now say I was born, continuing a process of weaving together a story of “its peoples and cultures” – a story of my family, and ultimately of myself....   leggi tutto

Si narra che nel lontano 1922 Howard Carter, uno dei due archeologi che scoprì la tomba di Tutankhamon, davanti alle raffinate decorazioni e alla ricchezza di statue e ori ammutolì, fin quando affermò: «Vedo qualcosa di meraviglioso».
Forse questo pensiero, almeno per un istante, passa nella mente di chi, nel cuore della notte, scava buche profonde nel terreno, alla ricerca di tesori da trafugare. Ma qui inizia una di quelle storie così frequenti in Italia, paese di innumerevoli ricchezze archeologiche, che preferiremmo non raccontare.
Tema portante di questi miti, tutti fondati, è il traffico illecito di reperti antichi. Spesso affiancato dalla mano della mafia. I protagonisti sono gli scavatori clandestini, i cosiddetti “tombaroli”, ma anche insospettabili collezionisti e direttori di musei internazionali.
I luoghi sono i più diversi. La nostra storia comincia in un paese nel cuore della Sicilia, abbarbicato sui monti Erei, tra campi aridi e strade dissestate.
Aidone, comune in provincia di Enna, ospita una delle maggiori attrazioni siciliane, il sito archeologico di Morgantina, polis ellenistica i cui resti presentano uno straordinario stato di conservazione. La sua fama internazionale, macchiata dalla storia degli scavi clandestini, può vantare oggi il ritorno in patria di reperti archeologici di grandissimo valore: nell’ordine, una coppia di statue acrolitiche arcaiche, il tesoro di argenti ellenistici, la Dea di Morgantina, statua tardo classica prima nota come “Venere di Malibu” o “Afrodite Getty “, e infine la Testa di Ade (325 a.C.), terracotta soprannominata “Barbablù” per la caratteristica barba di un blu acceso.
Barbablù è tornato ad Aidone grazie alla ricerca dell’archeologa Serena Raffiotta, catanese di nascita e aidonese per vocazione. E’ lei la voce narrante del nostro racconto....   leggi tutto

«In metro, un bimbo di una ventina di mesi stava seduto sulle gambe della mamma e teneva in mano un gioco di gomma: si divertiva a gettarlo in terra, ridendo per il rumore prodotto, e il papà a ogni tonfo si abbassava a raccoglierlo. In un movimento monotono la scena continuava a ripetersi, il gioco cadeva e il papà si abbassava, ma a nessuno veniva in mente di innervosirsi e sgridare il bambino», un amico di rientro dal Giappone mi racconta di quest’episodio per spiegarmi la libertà totale di cui godono i bambini nel Paese del Sol Levante. Nell’immaginario occidentale, i piccoli giapponesi crescono addestrati fin dall’infanzia a essere parte di una società operosa e produttiva, alle cui regole è imposto sottostare acriticamente; in realtà, in età prescolastica il modello educativo giapponese è tra i più lassisti e liberali del mondo. Ne Il crisantemo e la spada, Ruth Benedict dà un’immagine grafica di questo modello educativo: l’arco di vita dei Giapponesi segue una curva ad U (contrapposta al modello americano che ha forma Ո), «in cui i massimi di libertà e di indulgenza sono riservati ai bambini e ai vecchi, mentre le limitazioni all’autodeterminazione individuale aumentano lentamente dopo la fanciullezza per raggiungere il punto più basso della curva nel periodo che immediatamente precede e segue il matrimonio»....   leggi tutto

Per parlare di letteratura per bambini e ragazzi è necessario, prima, sfatare almeno un paio di falsi miti. Anzitutto, se pensate che i libri tra le mani di bambini e ragazzi siano solo quelli elencati nelle  odiate letture obbligate durante le vacanze di Natale, i numeri del mercato editoriale vi smentiranno. I lettori più avidi di libri extrascolastici si contano tra i bambini dai 2 ai 5 anni (63,3%) e gli adolescenti tra i 15 e 17 anni (53,9%), contro una media del 42% estesa a tutta la popolazione italiana. Non a caso, quindi, i titoli per bambini e ragazzi contribuiscono alla crescita del mercato editoriale italiano, costituendo il 17,4 % del fatturato totale e il 22,9 % delle copie vendute. Ma a comprare i libri sono gli adulti, e qui arriviamo al secondo, forse più grande pregiudizio sulla letteratura per ragazzi. Alcuni pensano si tratti di letture “facili”, storie semplificate in una scrittura semplice. Sono quegli adulti che hanno dimenticato di essere stati bambini, parafrasando Il Piccolo Principe, e i cambiamenti che hanno segnato la loro crescita. «Ma le domande che ci poniamo da ragazzi ci inseguono per tutta la vita». Sarà per questo che per Mara Pace, giornalista, redattrice e traduttrice, il legame con il mondo della letteratura per l’infanzia non si è mai spezzato. libri per bambini Le prime esperienze al Giornale di Brescia, poi una laurea in Scienze della comunicazione, un master in Editoria e lo stage diventato lavoro presso il Corriere.it. Oggi, le attività di ufficio stampa in CAST Alimenti, importante scuola di cucina; le grandi traduzioni per la casa editrice Rizzoli; le collaborazioni con Il Castoro, Editoriale Scienza, la rivista Io e il mio bambino e soprattutto con Andersen, mensile di letteratura e illustrazione per il mondo dell’infanzia, «il fil rouge, la costante del mio percorso». Nella rivista, Mara si occupa di recensioni e interviste, ma anche del blog Premio Andersen, lo spazio che ogni lunedì La Stampa.it dedica a vecchi e nuovi libri per ragazzi, e del progetto Leggevo che ero, raccolta di fotografie scattate a ogni autore intervistato con “il” libro d’infanzia. Sì, perché ognuno di noi ha un libro che porta nel cuore fin da bambino, che ci ha guidati verso le letture “consapevoli”, scelte per curiosità e passione. Quello di Mara è Le streghe di Roald Dahl, autore cult di un’intera generazione di futuri editor, librai e scrittori per ragazzi (per i più giovani, l’autore de La fabbrica di cioccolato). È da questo libro che parte la sua passione per la letteratura d’infanzia, ed è da qui che partiamo.
Fotografia di Mara Pace per la rivista "Andersen".
Fotografia di Mara Pace per la rivista “Andersen”.
A quando risale la tua riscoperta della letteratura per l’infanzia?

«Lavoravo al Giornale di Brescia. Un giorno mi hanno affidato la recensione di un libro per ragazzi di cui nessuno si voleva occupare. Io ero entusiasta, mi sono ricordata esattamente le emozioni che avevo provato da bambina. Sono stata una grandissima lettrice, amavo i libri, perciò ho dei ricordi molto forti. Ricordo quando ho comprato Le streghe, quanto mi era piaciuto, e il fatto di tornare in libreria e in biblioteca per cercare “lo stesso libro”. Una ricerca perenne di quell’entusiasmo che ti ha dato un libro e che cerchi tutta la vita. E così, quando ho incontrato di nuovo i libri per ragazzi, mi sono chiesta: ci sono ancora le collane che piacevano tanto a me da bambina? Che cosa è uscito nel frattempo? Era rinato l’amore per questo mondo affascinante e vastissimo. E ho scoperto la passione per l’illustrazione e il fumetto»....   leggi tutto

Education represents a crucial element of our societies, becoming increasingly important as more and more people pursue the educational path to secure better job opportunities. Considering this, a question arises naturally: is the type of education we are currently receiving providing the strongest boost to our cognitive capabilities and intellectual growth? If this weren’t the case, what would be other possible options in terms of educational methods?...   leggi tutto

Giocare è un diritto di tutti i bambini. Tuttavia, chi pensa che il gioco sia un’attività fine a se stessa non potrebbe avere più torto. Infatti, sulla convinzione che giocare costituisca un momento fondamentale dello sviluppo del bambino è fondata la psicomotricità, disciplina nata in Francia alla fine del XIX secolo ed approdata in Italia negli anni Sessanta. All’inizio gli esperti di questo particolare ambito legato alla formazione e allo sviluppo infantile si trovavano a dover sfidare le convinzioni dominanti e a dover mettere in discussione i modelli educativi. Oggi che la psicomotricità è largamente diffusa in tutta Italia e le sue aree di competenza si sono evolute, lo psicomotricista si trova comunque a dover combattere contro pregiudizi e titubanze. A fare il punto della situazione e a capire perché sia così importante conoscere la psicomotricità e soprattutto praticarla ci aiuta Elena Campagnoli, psicomotricista di Vimercate....   leggi tutto

Cette planète fait encore un bruit douloureux” – questo pianeta fa ancora un rumore doloroso. E’ passato un anno da quando scrivevo queste righe a Parigi. In quei giorni il piccolo e freddoloso appartamento di Montmartre mi offriva rifugio più che mai mentre cercavo di nascondere ai miei occhi il volto straziato di Parigi, che perdeva sangue, colpita a morte da sei attacchi terroristici in una sola notte. Un volto che non avevo mai visto. Non è molto semplice fare mente locale su quanto accaduto: riportare qui vicino, su di un foglio davanti a me, una realtà che ho volutamente tenuto lontana chilometri e mesi, sepolta dal trascorrere dei giorni.
Non sono i bilanci che voglio fare, né fingere di raccontarvi come l’opinione pubblica avesse reagito allora e come lo fa adesso. Tuttavia, occorre essere onesti quando si trattano questi argomenti. Occorre avere il tatto di un medico, di chi con la freddezza e la professionalità della scienza sa di avere a che fare comunque con una materia calda e imperfetta, l’uomo, e con corpi fatti di carne, di ossa, di emozioni e paure. Occorre essere onesti. Fino ad oggi avevo sempre pensato che quel bacino di dolore e follia che è stato un anno fa Parigi non mi appartenesse, non fosse mio o non mi avesse mai sfiorato. Invece lo ha fatto e mi ha ferito. Ecco quindi cosa troverete nelle prossime righe: la storia di una ferita....   leggi tutto

Come era successo la notte prima che venissero annunciati i risultati del referendum sul Brexit, ieri sera molti di noi sono andati a dormire sperando che la catastrofe si sarebbe evitata. Invece stanotte il peggio è (di nuovo) successo: Donald Trump ha vinto le elezioni americane, diventando così effettivamente il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti, carica alla quale ascenderà ufficialmente a gennaio 2017. La sua vittoria è certamente espressione di un sentimento anti-istituzionale che si è diffuso tra le fasce più svantaggiate delle popolazioni occidentali negli ultimi anni, come reazione alla crisi economica ed alle seguenti politiche di austerità, così come all’incapacità della politica ufficiale di dare risposte valide ai problemi dei cittadini e di coinvolgerli attivamente nel processo politico. Ma si tratta anche del prodotto di un fenomeno parallelo e più preoccupante, ovvero della crisi di un certo senso di identità fortemente radicato nel mantenimento dello status quo dominante: bianco, maschile ed eterosessuale. La vittoria di Trump riflette infatti sentimenti di ansia, paura ed insicurezza vissuti da una parte di elettorato che si vede non solo lasciato indietro da un capitalismo sfrenato, ma anche privato della possibilità di farsi forza di quegli elementi che, in un mondo precedente alle battaglie per i diritti civili (delle donne, delle minoranze sessuali e razziali, di chiunque sia stato storicamente sfruttato o subordinato), permettevano di identificarsi almeno parzialmente con il lato dei “vincitori”. Il fenomeno Trump è rassicurante per chi partecipa di questa incertezza, perché offre l’esempio di un uomo (e che sia uomo e non donna è importante) privo di capacità od esperienza politica, volutamente anti-diplomatico ed anti-intellettuale, il cui unico capitale spendibile in queste elezioni era quello di essere in qualche modo “diverso” dai politici con la P maiuscola, e che ha saputo trasformare quelle che potevano essere viste come gravi mancanze in un punto di strabiliante vantaggio. In questo senso, Trump rappresenta la vittoria di tutto ciò che una parte dell’elettorato che lo supporta sente minacciato: il senso flebile di un privilegio ereditato attraverso la casualità dell’esser nati bianchi ed americani (meglio se maschi): la certezza di far parte, senza alcun impegno o merito individuale, del gruppo dei potenti....   leggi tutto

This Sunday will mark one year from the terrorist attacks that killed 130 people and injured more than 350 in Paris in November 2015. Since then further attacks targeted Brussels, Nice and other localities in and outside Europe, forcing us to confront ourselves with the idea that violence can break into our everyday lives without warning. With the Bataclan, the music venue that was one of its main targets, reopening this Saturday with a Sting concert, Paris is getting ready to face the difficult anniversary of the onslaught. Here, three of its inhabitants tell us what living in the City of Light feels like a year on....   leggi tutto

Una delle questioni con cui la nostra società probabilmente si dovrà confrontare è il sovrappopolamento. Quanti abitanti può sopportare il nostro pianeta? Il 31 ottobre 2011 è stato stimato che la popolazione mondiale ha raggiunto il numero di 7 miliardi di persone. Se il raggiungimento di tale traguardo sia un bene o un male è difficile constatarlo: in generale dipende molto dagli stili di vita adottati. Se chiunque consumasse come gli statunitensi, ed in generale come il mondo occidentale, l’aumento demografico rappresenterebbe un vero e proprio problema....   leggi tutto

Da anni al centro delle attenzioni internazionali, come modello delle possibilità d’intervento sull’incremento demografico, soprattutto per via delle numerose politiche di controllo nascite, la Cina continua a vantare il primato di stato più popoloso al mondo, con oltre 1,385 miliardi di abitanti. Distribuita sul vastissimo territorio nazionale, la densità degli abitanti non sfiorerebbe nemmeno quella di gran parte dei paesi europei; ma la maggior parte della popolazione cinese si concentra in 21 aree urbane....   leggi tutto

Usciva nelle sale italiane il 13 ottobre 2016 il film Inferno, diretto da Ron Howard e tratto dal libro omonimo di Dan Brown, autore di alcuni tra i più venduti best seller del XXI secolo, poi tradotti in film dagli incassi esorbitanti. Al film era rivolta altissima aspettativa da parte del pubblico dei thriller americani e sicuramente le attese non sono state deluse: suspense e colpi di scena, effetti speciali, susseguirsi di scene d’azione e primi piani di star affermate del maxischermo. La trama non è particolarmente nuova: uno scienziato pazzo (nel film interpretato da Ben Foster), appoggiato da un’organizzazione segreta (diretta sulla pellicola da Irrfan Khan), cerca di dimezzare l’umanità per mezzo di un virus che la renderà parzialmente sterile, ma il nostro eroe (nel film, Tom Hanks), aiutato da una bella dottoressa (Felicity Jones), riuscirà a fermarlo, inseguendolo in peregrinazioni attraverso splendide città, come Istanbul, Firenze e Venezia....   leggi tutto

«Overpopulation is really not overpopulation. It’s a question about poverty», questa l’opinione di Nicholas Eberstadt, demografo dell’American Enterprise Institute di Washington, ripresa dall’autorevole rivista Nature nella lista dei falsi miti della scienza vivi e vegeti tra i comuni mortali, in cui compare anche quello della crescita esponenziale della popolazione. Se per sovrappopolazione s’intende l’eccedenza della popolazione sui mezzi di sussistenza, secondo i dati non ci sarebbe da preoccuparsi: la popolazione umana non è cresciuta e non sta crescendo in modo smisurato e il tasso di produzione alimentare globale supera la crescita della popolazione. L’invito, ovviamente, è quello di spostare lo sguardo da scenari apocalittici futuribili a quei sistemi economici in cui sussistono disparità gravissime all’interno della popolazione, in cui i poveri sono sempre di più e più poveri....   leggi tutto

La rivolta dello schiavo nero Nut Turner nella Contea di Southampton, in Virginia, che ha ispirato la settimana di Pequod, in occasione dell’anniversario del suo arresto, avvenuto il 30 Novembre 1831, è stato quest’anno al centro delle conversazioni della critica cinematografica. Premiato dal pubblico e dalla giuria nella sezione U.S. Dramatic al Sudance Film Festival e accolto con una standing ovation al Toronto International Film Festival, The Birth of a Nation, il film scritto, diretto e interpretato da Nate Parker, sarà nei cinema italiani a partire da gennaio 2017....   leggi tutto

Una settimana dedicata al tema della schiavitù e un tema pensante e al contempo delicato da affrontare. Voci di periferia, una nuovissima compagnia teatrale ha dato la propria idea di schiavitù contestualizzata ai nostri tempi con lo spettacolo Nuovi Schiavi, Studio del limite di X. Le voci di periferia di Serena Gotti, Alice Laspina e Alberto Pedruzzi mi hanno raccontato il percorso della compagnia e dello spettacolo. La compagnia nacque insieme allo spettacolo. Conosciutisi al progetto Young del teatro Donizetti, consci del desiderio di lavorare con l’altro, si sono buttati nel progetto dello spettacolo....   leggi tutto

Ripescando tra i ricordi le immagini di Dakar impresse nella memoria, tra la frenesia di motori e clacson, la confusione dei venditori in strada, l’incanalarsi stretto delle vie dei quartieri di quest’enorme capitale, si aprono fotografie di oasi pacifiche colorate in modo acceso e vivace, profumate di fiori e brezza marina, rallegrate dai suoni della natura e di musicisti muniti di strumenti tradizionali: sono le isole di Ngor e Gorée, piccole perle ornate di bellezze floreali, custodite nel ventre dell’oceano e disvelate all’uomo come un dono....   leggi tutto

Martedì 18 ottobre è stata approvata in via definitiva la nuova legge contro il caporalato, che modifica in maniera sostanziale l’articolo 603 bis introdotto nel codice penale nel 2011. Il disegno di legge, approvato dalla Camera con 336 voti a favore, nessun contrario e 25 astenuti (Forza Italia e Lega), ha ottenuto il plauso di molti esponenti politici e dei sindacati, che l’hanno definita “una legge buona e giusta” (Susanna Camusso) e la realizzazione di “un obiettivo che da sempre caratterizza le battaglie della sinistra” (ministro della giustizia Orlando).
Sicuramente un provvedimento per arginare il fenomeno era urgente e necessario e il nuovo ddl rappresenta un primo passo nella giusta direzione. Il caporalato è infatti un fenomeno profondamente radicato nella province agricole italiane tanto che viene considerato un normale modus operandi nel settore. Consiste nel reclutamento di manodopera a basso costo da parte di un mediatore illegale – il caporale appunto – per conto di proprietari terrieri e società agricole. Le cifre sono da capogiro: i lavoratori irregolari in agricoltura e dunque potenziali vittime di caporalato ammontano a più di 400.000. Le vittime del fenomeno sono per lo più persone in grande difficoltà economica o immigrati irregolari senza permesso di soggiorno, che per una paga che va dai 22 e i 30 euro al giorno devono lavorare tra le 8 e le 12 ore, spesso in pessime condizioni igieniche e di sicurezza. Il 60% dei braccianti non ha infatti accesso ad acqua e servizi igienici. I lavoratori, inoltre, devono versare un compenso al caporale anche per il trasporto al luogo di lavoro (mediamente 5 euro) e spesso viene loro imposto un alloggio – di solito fatiscente e a prezzi molto alti – il cui affitto viene nuovamente intascato dal caporale e dai suoi collaboratori.
In questo modo i braccianti sono completamente dipendenti dai loro sfruttatori, che hanno il controllo su molteplici aspetti della loro vita, dal lavoro alla famiglia e alla casa. In alcuni casi tale controllo si estende anche al corpo, come esposto in un’inchiesta dell’Espresso del 2015 sui casi di violenza sessuale da parte di caporali e datori di lavoro nei confronti di braccianti rumene nella provincia di Ragusa....   leggi tutto

Parlando di estetica e cibo, impossibile non citare il cake design!

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’incredibile ascesa di questa pratica culinaria, attraverso cui realizzare torte dalle forme più incredibili e disparate, ricoprendo il pandispagna con pasta zucchero colorata e modellata. Dai programmi televisivi, ai corsi privati, fino agli innumerevoli tutorial di youtube, la moda del cake design è entrata nelle nostre case e nei nostri palati....   leggi tutto

Se vi sembra di partire per terre lontane ogni volta che leggete le etichette dei prodotti nei vari supermercati, e ne siete stanchi, sappiate che un nuovo modo di far la spesa è arrivato in Italia. Mai sentito parlare de L’Alveare che dice sì? È un progetto nato dalla grande ambizione di congiungere la tecnologia con l’agricoltura sostenibile: utilizzando la piattaforma online de L’Alveare si può difatti accedere a una gamma di prodotti locali, freschi e genuini. Fondato in Francia nel 2011, oggi questa nuova tipologia di impresa sociale si è diffusa nei principali Paesi europei. Il 2014 è l’anno di debutto degli Alveari italiani: 90 sono stati aperti fino ad ora, fra cui L’Alveare Tamarindo, punto di riferimento per Bergamo e provincia. ...   leggi tutto

Il viaggiatore goloso, che si muove alla scoperta dei piaceri culinari e delle specialità locali, può ora stare comodo e risparmiare chilometri: oggi è il cibo stesso che si sposta sulle quattro ruote; è il cibo dei food truck!
Di che cosa si tratta? Il food truck è attualmente il modo più creativo e dinamico per lavorare nel mondo della ristorazione, altresì un nuovo modo di mangiare e di stare insieme. L’aggettivo “nuovo” non è del tutto corretto: i furgoncini dei gelati non sono novità nel nostro Paese, così come i carretti di caldarroste degli autunni del nord Italia o i prodotti delle friggitorie del nostro Mezzogiorno. La novità dei food truck italiani risiede nell’abbinare ricette, sia della tradizione italiana sia importate, ad un’attenta cura dello stile e a un’elevata qualità delle materie prime. Gli chef del “cibo quattro ruote” scelgono di non esagerare con la disponibilità di pietanze in menù: la tendenza è quella di specializzarsi e di proporre poche e ricercate specialità.
I numeri parlano chiaro: sempre più imprenditori decidono di intraprendere questa via. Le motivazioni stanno sia nella proporzione dell’investimento monetario, decisamente inferiore rispetto a quello necessario per l’apertura di un locale, sia nella voglia di cavalcare l’onda di questo ritorno di fiamma degli italiani per il cibo consumato in strada. Da una parte cresce il numero dei food truck che investono in più unità mobili; dall’altra aumentano le aziende del mondo della ristorazione che richiedono piccoli mezzi itineranti con cui promuovere il proprio marchio per acquisire un numero maggiore di clienti.
Come riconoscere un food truck? Vi guiderà l’olfatto, ma non meno importante il colpo d’occhio: ape-car dalla texture “mortadella”, westfalia dai colori sgargianti ed eleganti furgoncini laccati di fresco; in questi e mille altri modi i proprietari dei food truck decidono di dare spazio alla loro fantasia e rendere unica l’esperienza che offrono....   leggi tutto

Cartacce, mozziconi e tutta l’immondizia che troviamo nelle strade possono trasformarsi, dopo attenti passaggi di recupero e trattamento, in nuovo materiale per riasfaltare le strade stesse. Questa la finalità dell’impiantistica Ecocentro, un progetto sperimentato la prima volta nella città di Bergamo, dove ha sede l’azienda Gruppo Esposito, che ha brevettato questo impianto di recupero e trattamento dei rifiuti da spazzamento delle strade per ottenere nuovi materiali utili nel settore dell’edilizia e in altri processi produttivi....   leggi tutto

Fino all’avvento dell’epoca industriale procurarsi i colori necessari a dipingere richiedeva tempo e conoscenze degne di un chimico. Nonostante l’uso e la ricerca di pigmenti si perda nella notte dei tempi (pensiamo ai graffiti rupestri delle caverne realizzati con colori ottenuti da terre colorate), è soltanto nel Medioevo che questi procedimenti divennero oggetto di studi attenti e metodici, tanto da sentire l’esigenza di consegnare ai posteri queste nozioni fissandole nelle pagine dei libri....   leggi tutto

The eat clean trend and Instagram have been helping food to become a matter of fashion. The proliferation of inspired pictures of colourful and healthy-looking breakfasts and all-veggie lunches teaches us what’s cool to eat nowadays. Here’s a selection of the most overrated food that you should have on your Pinterest board – and on your table, of course!...   leggi tutto

“Tutto naturale”, “senza sostanze chimiche”, “qualità e freschezza” sono forse le scritte più accattivanti per il consumatore che, tra gli affollati reparti di un supermercato, vuole essere rassicurato sulla bontà e la genuinità dei prodotti da portare a tavola. Ci sono però indicazioni più precise che ci permettono di fare la spesa in modo più consapevole, slogan pubblicitari a parte, sia per la propria salute che per il rispetto dell’ambiente.
Ne abbiamo parlato con Eva Oliveri, tecnico della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro presso l’ufficio di Sanità Pubblica del Dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria dell’ATS di Bergamo. «Il mio lavoro consiste nell’attività di vigilanza presso esercizi di ristorazione pubblica e collettiva, esercizi di vendita al dettaglio e grande distribuzione, aziende di produzione di prodotti alimentari e laboratori artigianali e nella vigilanza presso strutture acquedottistiche, compresa l’attività di campionamento di acqua potabile di rete e prodotti alimentari vari»....   leggi tutto

Quando non riesco a viaggiare per fortuna ci pensano gli amici a portare un po’ di mondo nella mia routine quotidiana! Può capitare che alcuni sorvolino oceani per approdare a terre lontane, sino a Detroit. Questa è la storia di Lorenzo Vergani, dottorando 27enne presso la Facoltà di Agraria di Milano, che per un corso universitario si è spinto fino nel Michigan. Peccato che l’albergo, alloggio e sede dei workshop, fosse a venti minuti di Uber da Detroit. Il lavoro era tanto e il tempo libero poco, ma un giorno bisognava pur dedicarlo alla città. Lorenzo la visita durante una soleggiata domenica dello scorso settembre, si guarda attorno cercando di carpire più dettagli possibili. Pequod lo ha seguito con lo sguardo....   leggi tutto

Sabato 1 ottobre si è disputato il primo incontro della stagione per le Crimson Vipers. Nella palestra Italcementi di Bergamo hanno sfidato le pattinatrici del Breaking Bears di Berlino in un incontro frizzante e mozzafiato. In occasione della settimana contro la violenza di genere, in ricordo di Yara Gambirasio, Uisp Bergamo ha dato spazio al Roller Derby: strategia, velocità e potenza, tutte al femminile! ...   leggi tutto

Times Square, Central Park, Empire State Building… questa è la New York dei film, della Trilogia di Paul Auster e dei turisti abbagliati dalle luci della città che non dorme mai. Certo, il fascino dei grattacieli storici di Manhattan, della folla che scorre lungo la Fifth Avenue e dello skyline metropolitano ammirato dalla Statua della Libertà è innegabile! Tuttavia sarebbe sciocco, e un po’ anacronistico, ridurre alla sola isola di Manhattan tutto ciò che è worth-a-visit nella Grande Mela. Sì, perché quando si parla delle grandi città si deve per forza considerare la gentrifrication, ovvero quel processo di cambiamenti volti al miglioramento che interessano solitamente aree marginali e periferiche....   leggi tutto

Jonathan Franzen, autore dei celebri romanzi Le correzioni (2002), Libertà (2010) e del più recente Purity (2015), è sicuramente uno degli scrittori contemporanei più rappresentativi della letteratura americana degli ultimi anni, tanto da guadagnarsi la copertina della rivista Time col titolo di “grande romanziere americano”. Franzen è infatti un eccellente osservatore delle minuzie che compongono la vita dell’americano medio e in particolare delle complessità che caratterizzano le sue relazioni familiari. Uno degli elementi centrali dei suoi romanzi è il senso di colpa dovuto all’incapacità di essere all’altezza delle aspettative della propria famiglia. Questo è evidente tanto nei figli di Enid e Alfred Lambert ne Le correzioni, quanto nella relazione tra il personaggio principale di Purity, Pip, e sua madre....   leggi tutto

La candidatura presidenziale di Hillary Clinton ha suscitato reazioni contrastanti all’interno del movimento femminista. Da una parte, il fatto che una donna sia arrivata così vicina ad essere eletta presidente degli Stati Uniti è stato esaltato da molte come il simbolo di un cambiamento epocale, di portata psicologica immensa per le nuove generazioni di donne. Dall’altra, è stato sottolineato che Clinton non rappresenta un esempio poi così virtuoso di femminismo, visto l’impatto che le sue scelte in campo di politica estera ed economica hanno avuto sulle vite di molte donne, in particolare quelle dei paesi colpiti dagli interventi militari da lei appoggiati, e sulle fasce meno privilegiate della popolazione americana. Clinton come rappresentante di una conquista storica per le donne da un lato, Clinton come esponente in vesti femminili di un sistema di potere caratterizzato da privilegio economico e razziale dall’altro. Sono queste, a grandi linee, le due posizioni principali del dibattito femminista sulla sua candidatura presidenziale, due orientamenti che rispecchiano un diverso modo di concepire la natura e gli obiettivi del femminismo....   leggi tutto

Festa del Perdono è la sede storica della ‘Statale’. Qui, dove un tempo sorgeva l’ospedale maggiore di Milano, da ormai oltre novant’anni si trova la sede di una delle Università pubbliche più prestigiose d’Italia. Entrando dal cortile d’onore del Filarete, si passa nei chiostri che portano i nomi “Ghiacciaia” e “Legnaia”, a ricordare il loro antico utilizzo. Oggi, nella stanza in mezzo ai due chiostri si trova Radio Statale, la prima web radio di questo polo, che proprio in questi giorni festeggia il suo terzo compleanno. Qui incontriamo Giulia, la direttrice della radio. 23 anni, di Lodi, Giulia ha visto nascere e crescere la radio e oggi che ne coordina le strutture, ci spiega cos’è Radio Statale e cosa vuol dire essere una web radio universitaria. Anzitutto si partiamo dalla cosa principale: i soldi. La radio ogni anno riceve un finanziamento dall’università che le permette di stare in piedi. Ma non solo: «La questione dei soldi – ci spiega Giulia – è molto importante perché, non dovendo cercare investitori e non dovendo sottrarre tempo e spazio ai programmi e alla musica per trasmettere pubblicità, possiamo permetterci il lusso di sperimentare come non si potrebbe in altre circostanze»....   leggi tutto

L’informazione viaggia veloce a portata di click e le sonorità nascenti sgomitano per arrivare ai più o semplicemente alle orecchie giuste. Dirigerne il traffico è controproducente, meglio lasciare che la musica sia libera di combinarsi assecondando la sua natura caleidoscopica dai toni, colori e forme mutevoli. Nuove Premesse salta lo steccato per parlare di giovani e radio con chi la bellamusica è abituato ad ascoltarla e a selezionarla per noi: Marta ‘Blumi’ Tripodi. Oltre a dirigere Hotmc.com, il più longevo portale della cultura urban in Italia, in questi anni l’abbiamo vista autrice o regista di diverse trasmissioni in onda su Radio2 (dISPENSER, Traffic, RadioBattle, Stay Soul, Nessuno Mi Può Giudicare) tra cui Babylon, uno dei prodotti più autentici e vibranti delle nostre frequenze....   leggi tutto

È passato un paio d’anni dall’incontro con la mia Ford Ka. Un incontro non programmato né voluto: abbandonata improvvisamente dalla mia precedente automobile, sono stata costretta a cercare la migliore offerta tra i rivenditori di usato. La migliore offerta era lei, la Ford Ka. Ci siamo capitate, non certo scelte e in comune avevamo ben poco: lei con le sue curve femminili, diligentemente ricoperte di strass dalla precedente proprietaria; io già preoccupata delle sue ridotte dimensioni. Il più imperdonabile dei difetti della Ka non stava però nelle sue misure, facilmente dimenticabili in virtù dei parcheggi improbabili che è capace di occupare; il più imperdonabile dei difetti era per me l’autoradio incorporata con mangianastri....   leggi tutto

Se qualcuno di voi, in questa settimana che Pequod dedica alla nascita e alla presenza della radio oggi, pensasse ancora che la radio è morta, o “si è spenta”, dovrà ricredersi: abbiamo intervistato Federico Vozzi, autore televisivo e radiofonico, che con Davide D’Addato e Luca Restivo conduce De Gustibus, programma di Radio Popolare ripartito alla grande lunedì 3 ottobre, guadagnando il posto d’onore in prima serata. Ogni settimana De Gustibus posa il suo sguardo ironico e anzitutto autoironico sulle cose del mondo, dai fatti di attualità alle novità di costume....   leggi tutto

La storia che oggi vi proponiamo è d’attualità perché consiste nella celebrazione di un anniversario, e come ogni ricorrenza è nel presente per ricordarci quello che è stato e soprattutto insegnarci qualcosa su quello che sarà. 70 anni fa, nel 1946, nasceva infatti Radio Ferrara, la prima radio libera italiana. Raccontare Radio Ferrara è come immergersi in un’altra storia ferrarese, quella de “Il giardino dei Finzi-Contini”, celebre romanzo di Giorgio Bassani. Coloro che lo hanno letto sapranno che in realtà questo giardino non esiste, se non nella fantasia dell’autore, così come questa è la storia di una radio che c’è stata, ma di cui non c’è traccia, quasi un luogo mitico, quasi un giardino fantastico. ...   leggi tutto

Negli ultimi anni i giovani lavoratori hanno imparato a conoscere bene i voucher, come abbiamo detto qui. Soprattutto dal 2012, quando l’estensione del loro utilizzo a svariati settori li ha resi dei veri e propri sostituti di contratti di lavoro a tempo determinato. Certo, spesso questa formula è più vantaggiosa per il datore di lavoro che per il lavoratore, tuttavia nel concreto i voucher rappresentano la tanto attesa retribuzione, denaro vero ricevuto in cambio del proprio lavoro....   leggi tutto

Orientarsi nel mondo del lavoro di oggi, regolato da contratti atipici e di formazione, è una sfida che impegna non pochi sforzi: un vero e proprio viaggio alla ricerca di informazioni circa diritti e spettanze del lavoratore. Contratti di lavoro interinale, di apprendistato, formativi sono stati introdotti allo scopo di combattere le forme di lavoro irregolare che abbondano nel nostro Paese. L’intento era di ridurre la realtà del cosiddetto free riding: l’usufrutto di beni pubblici, senza che si abbia pagato per il loro utilizzo. Il fenomeno è diffuso e complesso e, come tale, lo è anche il disegno di governance della politica di emersione, che implica una particolare visione d’inclusione sociale, non intesa come semplice assistenza a imprese e lavoratori, ma come un’occasione di partecipazione in termini occupazionali....   leggi tutto

Tirocini di formazione, stage finalizzati all’inserimento in azienda, internship non retribuiti in istituzioni prestigiose… la generazione choosy ha senz’altro l’imbarazzo della scelta per impiegare il proprio tempo dopo la laurea. Certo, di guadagnare qualcosa non se ne parla, ma si sa che ormai l’imperativo categorico che guida le scelte dei neolaureati, così come quelle di chi l’università l’ha finita da un pezzo, è quello del “fa curriculum”. Lavori dodici ore al giorno in un ufficio dove ti trattano come l’ultimo dei falliti, ti riempiono di faccende da sbrigare, per lo più rognose, senza la premura di spiegarti come fare? Non importa, sopporta, perché tutto fa curriculum! Gli sforzi e le vessazioni subite saranno ripagate durante i futuri colloqui, quando l’impiegato delle Risorse Umane, impressionato dalla serie di esperienze formative collezionate, ti proporrà un nuovo tirocinio di sei mesi. Ormai la tua vita funziona a semestri e il tuo conto corrente a rimborsi spesa, se sei fortunato....   leggi tutto

Da sempre e in ogni parte del mondo, dall’antica Grecia alle tribù africane, dalle isole asiatiche ai freddi ghiacci del polo nord, si tramandano tradizioni che impongono l’accoglienza dello straniero in visita, spesso includendo la sua soddisfazione sessuale. Da sempre i viaggiatori, mercanti o esploratori, si sono scambiati pettegolezzi sulle delizie locali e le pratiche indigene dei paesi visitati....   leggi tutto

Mercoledì 14 settembre c’è stata la proiezione dei primi due cortometraggi VM18 prodotti da Le ragazze del Porno, e Pequod (ovviamente) non poteva che essere presente! Stiamo parlando delle pellicole Queen Kong di Monica Stambrini, precedentemente proiettato alla 52° Mostra Internazionale del nuovo cinema di Pesaro nonché vincitore del premio “Miglior Regia” presso il Queen World Film Festival a New York, e Insight di Lidia Ravviso e Slavina alla sua anteprima nazionale, proiettate all’interno dello spazio BASE Milano in via Bergognone, durante la XXI edizione del Milano Film Festival....   leggi tutto

When it comes to prostitution, what we usually have in mind is coercion, exploitation and abuse. This is based on evidence that in most cases sex workers don’t choose to sell their body, but are forced to do that. Last year Amnesty International was involved in an intense debate concerning its proposal for the decriminalisation of all aspects of consensual adult sex, including sex work that does not involve abuse or violation of human rights. This controversial stand caused immediate reaction of public opinion, as this open letter signed by CATW (Coalition Against Trafficking in Women) and more than 400 other international women’s rights groups, advocates, medical doctors, faith-based organizations, actors and directors expressing their dismay at Amnesty International policy proposal....   leggi tutto

Sappiamo tutti che le generazioni contemporanee sono molto più esposte ad immagini e messaggi sessuali rispetto a quelle precedenti, mentre i tabù sociali una volta legati alla sessualità vengono meno in maniera sempre crescente, rendendo l’approccio degli adolescenti al sesso molto diverso rispetto a quello dei loro genitori. Le nuove tecnologie permettono ai giovani non solo di accedere a contenuti espliciti con maggiore facilità, ma anche di praticare nuovi tipi di attività sessuale mediata, come ad esempio il sexting. Questo li rende inevitabilmente maggiormente esposti sia a rischi preesistenti – ad esempio l’essere adescati da malintenzionati – che a pericoli completamente nuovi, come la messa in circolo e la condivisione di immagini intime attraverso la rete. I rischi sono reali e tangibili, ma non tutti gli aspetti di questa “digitalizzazione” della sessualità sono necessariamente dannosi o negativi....   leggi tutto

«Cosa fa un eroe quando ha paura?»

La voce di Lucio Guarinoni, drammaturgo della compagnia teatrale FIGLI Maschi, si insinua fra i movimenti e i pensieri degli attori, conducendone le azioni e spronandoli all’improvvisazione. Gli scatti della Reflex cercano di carpirne il significato e gli stimoli, che dalle tensioni muscolari dei FIGLI Maschi si fissano tramite l’obbiettivo della macchina fotografica. Un lavoro di improvvisazione sta dunque prendendo forma sul palcoscenico della residenza “Il Granaio” di Arcene. È un lavoro corale dedito al recupero della fisicità da parte degli attori, partito da un input e sviluppato attraverso la spontaneità dei protagonisti in scena....   leggi tutto

Ho speso lungo pensare nella ricerca di una definizione di ‘Eroe’ che mi soddisfacesse. Per vedersi attribuire questa nomea il filantropo atto di coraggio è condizione prima, ma non risolutiva; reputo che l’appellativo d’eroe debba essere un’etichetta senza scadenza che non si conferisce per un singolo atto lodevole, quanto piuttosto per una costante condotta, uno stile di vita....   leggi tutto

Tra due giorni la Gilda delle Arti, compagnia teatrale bergamasca, festeggerà ufficialmente i suoi 10 anni di attività di formazione e spettacolo. Era il 17 Settembre 2006 quando Nicola Armanni, direttore artistico insieme alla regista e compagna Miriam Ghezzi, fondava il primo gruppo, fatto di ragazzi appassionati di musica. Oggi ci sono nuovi progetti – superare i confini della provincia di Bergamo, fondare una scuola – ma lo spirito della Gilda rimane sempre legato a un’idea di teatro popolare, accessibile e praticabile da tutti, soprattutto dai più giovani....   leggi tutto

Il tema dell’eroe potrebbe essere analizzato sotto differenti aspetti, filtri tematici che ne farebbero emergere caratteristiche comuni, universalmente valide per gli eroi di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Contestualmente, un’ideale macro categoria eroica risulterebbe talmente ampia che dovrebbe ospitare al suo interno, senza forse volerlo, una serie di formulazioni differenti che, non trovando elementi di intersezione, sarebbero destinate ad allontanarsi l’una dall’altra in una sorta di repulsione magnetica. Il motivo di queste divergenze forse è da rintracciare in una concezione di eroe che nasce dal basso, da una necessità più profonda, rabdomanticamente presente nell’essere umano quale individuo all’interno di uno specifico paradigma culturale....   leggi tutto

Charities and non governmental organisations are commonly regarded as important change makers for underprivileged social groups: born from eighteenth century philanthropy, they initially aimed at providing relief to those at the margins of the social body, and later took on advocacy roles, campaigning for legal changes such as the abolition of slavery. The remit of these organisations has since considerably expanded, filling in many cases the vacuum left by the dismantling of state-provided social welfare, and sometimes leading them to become principal providers of crucial services in both developing countries and some of the richest nations on earth. Their effort to support those left behind by capitalist development, or affected by conflict, natural disasters and various forms of social injustice, has earned organisations and individuals operating in the social sector an almost-heroic reputation in the eyes of many, but are they really heroic?...   leggi tutto

Era il 10 Dicembre 1986 quando Alfred Nobel, noto chimico e filantropo svedese, morì, lasciando nel suo testamento la maggior parte delle sue ricchezze all’istituzione di cinque riconoscimenti che sarebbero diventati famosi in tutto il mondo – i premi Nobel. Se quattro di essi sono conferiti in base a risultati ottenuti in specifiche discipline (chimica, medicina, fisica, letteratura), il Nobel per la Pace è invece assegnato “alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace”. Il premio ha certamente un fine lodevole, gode di risonanza mondiale e conferisce grande prestigio, ma è corretto definirne i vincitori come gli eroi del nostro tempo?
La risposta è complicata, anche perché dall’assegnazione del primo Nobel nel 1901 il concetto di pace e l’interpretazione del testamento di Alfred Nobel sono cambiati più volte nel corso dei suoi 115 anni di storia. Se prima della seconda guerra mondiale il premio era conferito soprattutto a politici attivi nel promuovere la risoluzione di conflitti con mezzi diplomatici o accordi internazionali, dal 1945 in poi il Comitato per l’Assegnazione ha ampliato il focus, premiando anche attivisti per la democrazia e per i diritti umani. Nell’ultimo decennio, inoltre, con i premi all’ambientalista Wangari Maathai nel 2004 e al Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico e Al Gore nel 2007, il concetto di pace si è allargato ad includere gli sforzi nella lotta al cambiamento climatico e ai danni ambientali causati dall’uomo....   leggi tutto

È arrivata l’estate e con lei una sortita di oggetti dall’utilizzazione per lo più sporadica, creati non per soddisfare una reale esigenza ma che incuriosiscono per la loro esclusività, che spesso non vale il prezzo sborsato per ottenerla. A volte geniali, semplici idee che risolvono piccole scomodità dei viaggiatori o che permettono di usufruire del tempo in maniera simpatica ed alternativa; altre volte accattivanti pensate la cui utilità è quantomeno discutibile; altre ancora oggetti più complessi che inaugurano nuovi passatempi. In una sorta di climax, Pequod ve ne propone alcuni....   leggi tutto

Non ho mai sognato l’abito bianco, sapete. Nonostante abbia accolto la proposta di matrimonio del mio compagno con una sincera esplosione di gioia, ammetto di esser stata una sposina davvero pigra e reticente per quanto riguarda l’organizzazione del ricevimento. Ho però investito una notevole mole di tempo nella pianificazione del tanto desiderato regalo di nozze: un viaggio alle pendici del tetto del mondo, l’Everest Base Camp. ...   leggi tutto

Here we are! Holidays have finally come close and we are getting ready to travel. Most of us will choose to discover new countries and cultures this summer, which will bring the inevitable challenge of being immersed in a different language. So what can we do to communicate with locals in our chosen destination? Don’t worry, there are plenty of ways to make yourself understood other than hand gestures!...   leggi tutto

Se Formentera non vi appassiona, se al privé del Papete preferite un giro all’Hermitage di San Pietroburgo, o magari avete risparmiato per un intero anno fino all’ultimo centesimo solo per poter andare a visitare gli Stati Uniti e vedere che effetto fa visitarli prima che vengano devastati dal tycoon dalla chioma giallo ocra di New York, se avete in mente queste ed altre idee per le vacanze estive o per futuri viaggi, ecco allora qualche consiglio che può tornarvi utile in materia di visti e altre faccende burocratiche....   leggi tutto

Ogni tanto, e in maniera del tutto casuale, mio padre ricorda con un misto fra orrore e divertimento un episodio di quando ero piccina. Avrò avuto sì e no sei anni. Dopo una cena in famiglia, usciamo dal ristorante per goderci una passeggiata tra le vie di Sibari, quando a un certo punto la mia curiosità viene catturata dai suoni di un Luna Park. Solo ora, dall’alto dei miei 27 anni, capisco come un parco divertimenti sia paragonabile allo zucchero nell’alimentazione di un bambino. In un Luna Park, tutto è zucchero. Magicamente anche le canzoncine dei vari giochi contengono saccarosio, per non parlare delle luci. In qualsiasi caso, ero in overdose e a giudicare dai miei ricordi anche mio padre si era preso la sua bella dose. Il problema è sorto verso le 3 di mattina, quando i vari giostrai, evidentemente contenti di aver trovato una supporter, continuavano a regalarmi giri gratuiti e a farmi prendere l’immancabile coda di volpe, sino alle fatidiche urla di mio padre «Fateci scendere!»....   leggi tutto

Le mie mattine senegalesi hanno quasi tutte la colonna sonora di una sveglia polifonica: «Tata Sara! Tonton Pisquo!», dal cortiletto appena fuori la stanza da letto, il ritmo di tanti piedini scuri saltellanti sulle piastrelle richiama gli zii arrivati dall’Europa ad abbandonare l’abbraccio del sonno e accogliere l’arrivo del giorno....   leggi tutto

Andare alle giostre in paese è sempre un momento magico per tutti. Musica dance a tutto volume, bancarelle che vendono ogni tipo di dolciume e gli immancabili autoscontri (ma anche il ‘’brucomela’’, se preferite) sono gli ingredienti principali per una fiera che si rispetti. E a completare il tutto non possono mancare loro, quelli che comunemente chiamiamo giostrai. Ma chi sono queste figure a tratti enigmatiche e talvolta un po’ stravaganti?...   leggi tutto

Tutti usano i social network, ma non tutti lo sanno fare bene. Lorenzo Bises è uno di quelle persone che, con un tweet lungo 140 caratteri o con una fotografia scattata col cellulare, riescono ad essere interessanti e ad attirare le simpatie di chi non li conosce personalmente. I numeri dei suoi social lo dimostrano: più di 8000 follower su Twitter e addirittura 13000 su Instagram. Ma qual è il segreto di Lorenzo? Gli abbiamo chiesto se nella sua vita o nella sua occupazione ci fosse qualcosa che lo rendesse speciale: «Sono un normalissimo ragazzo di 28 anni, un ibrido romano-milanese nato a Roma ma cresciuto tra Milano e la provincia fin da piccolo. Sono laureato in storia dell’arte, lavoro nel digital e tra le grandi passioni che cerco di coltivare ci sono sicuramente la scrittura, la lettura di biografie storiche e l’arte»....   leggi tutto

Dopo l’approfondimento sul progetto di social reading TwLetteratura, Pequod torna a parlarne con uno dei protagonisti, Iuri Moscardi. Trentenne, originario della provincia di Brescia e laureato in Lettere Moderne, dal 2013 collabora con l’originale startup in qualità di project manager, rivelandoci anche i prossimi appuntamenti per vivere un’estate social, grazie all’app betwyll, ma all’insegna della cultura: #Comunità, dedicato ad Adriano Olivetti, e #CaroMichele a Natalia Ginzburg; l’incontro a Viareggio con gli insegnanti il 16 luglio e la manifestazione Un paese in posa a Barni (Co) del 17 luglio....   leggi tutto

Dalla brillante intuizione di Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo nel gennaio 2012 nasce TwLetteratura, definita dai tre creatori come il «metodo con cui, attraverso l’esperienza interattiva e la riscrittura mediata da Twitter, proponiamo la lettura di opere della letteratura, delle arti e della cultura e la loro divulgazione»....   leggi tutto

Il mio primo periodo a Londra fu caratterizzato dall’impressione che la mia vita si fosse improvvisamente rimpicciolita. Tutte le cose che avevo considerato importanti fino a quel momento sembrarono recedere sullo sfondo, mentre mi concentravo sugli aspetti pratici dell’iniziare una nuova vita. Prima di tutto dovetti adattarmi alla goffaggine del mio inglese: nonostante lo scoraggiamento iniziale riuscii in qualche modo ad affittare una stanza da un’agente immobiliare che non voleva saperne di parlare più lentamente, non importa quante volte la pregassi. Questo fu niente se paragonato al tentativo di prenotare un appuntamento per ottenere il codice fiscale britannico tramite un’operatrice telefonica la cui parlata mi risultava incomprensibile, e che però fu tanto paziente da scandire ripetutamente le sue parole per me, una nuova arrivata confusa da quello che solo più tardi avrei scoperto essere un marcato accento del nord. Mi sentii terribilmente insicura anche sotto lo scrutinio dell’impiegato che mi permise di aprire un conto in banca solo dopo averlo assicurato oltre ogni dubbio che avrei iniziato un lavoro a tempo pieno la settimana successiva. Infine dovetti soccombere allo schiacciante disorientamento che mi pervase nei mesi successivi, mentre cercavo di capire come funzionasse tutto quanto: dai mezzi di trasporto alle sottigliezze dell’interazione sociale....   leggi tutto

Over the past few months a number of news outlets have claimed that the social network Twitter is dead, mainly due to the platform’s struggle to gain new members and make profits. Whether this is true or not – commentators have declared Twitter deceased pretty much every year since 2009 – what is certain is that another Twitter-like social media is definitely on the rise in China: Sina Weibo. With 222 million monthly active users in 2015 – 33% more compared to the same period the previous year – Weibo, as it’s commonly known, is one of the most successful and influential microblogging services in the Middle Kingdom....   leggi tutto

Il turismo asiatico in Italia e in Europa sta acquisendo anno dopo anno una fetta sempre più ampia del turismo globale. L’importanza economica del fenomeno non è affatto marginale: molti Paesi europei hanno infatti scelto di investire in questo ramo del turismo, snellendo le procedure burocratiche per i viaggiatori e aumentando il personale parlante cinese-mandarino....   leggi tutto

Anche quest’estate, come ogni estate, le stagioni teatrali sono già concluse e gli stabili calano il sipario, dando appuntamento al loro pubblico tra qualche mese. Senza fissa dimora, gli spettacoli vagabondano, cercano altri palchi e inseguono i loro potenziali spettatori in piazza, per strada, al bar o al parco; si adattano a nuovi spazi, non proprio a misura d’attore, e a nuovi sguardi, non sempre interessati. Camaleontico, il teatro si trasforma, assume forme diverse, si avvicina all’intrattenimento e conserva i testi impegnati nel cassetto. Così riesce a intrufolarsi persino in quei paradisi di relax e svago che sono i villaggi turistici, e quella che potrebbe sembrare l’occasione meno adatta diventa una sfida per sperimentarsi con un pubblico diverso dagli “abbonati”.
L’animatore deve far ridere, lo spettacolo deve piacere; se i tempi per le prove sono stretti, i costumi non calzano a pennello e il compagno sbaglia la battuta, the show must go on. Non sono luoghi comuni, ma conferme che ci arrivano dalla chiacchierata con Elisa Cattaneo. Classe 1991, laureata in Beni culturali, Elisa continua la sua formazione teatrale, tra scuole e workshop, ed è tra le fondatrici della compagnia MITO, specializzata in musical....   leggi tutto

When I first moved to London it felt like my life had suddenly shrank. All the things that had been important to me until then pulled back to the background as I navigated my way through the challenges of adjusting to a new life. First came the awkwardness of not being able to communicate properly in English: the despair of trying to rent a room with a letting agent who would not speak slower irrespectively of how many times I asked her to, please. Then the frustration of booking an appointment for a National Insurance Number, mitigated only by the patience of the call handler who repeated her words over and over for me, a newcomer startled by her inscrutable inflection which I later learnt being a thick northern accent. Insecurity followed suit, felt under the scrutiny of the bank employee who let me open an account only after I had assured him beyond doubt that I would start a full-time job the following week, finally leaving ground to the overwhelming disorientation that pervaded me throughout the next months, as I tried to figure out how everything worked – from public transport to the subtleties of social interaction....   leggi tutto

Hop off the bus, take pictures, hop back on the bus, sleep in a hotel – repeat. That’s how millions of Chinese tourists spend their holidays every year. We’re all aware of the (quite accurate, in fact) stereotype of Chinese groups getting off a bus, cameras in their hands as they visit famous tourist destinations across Europe ready to shoot. However, this cliché may be about to end....   leggi tutto

Oggi siamo tutti turisti. Forti dell’appartenenza a questo mondo aperto e globalizzato, leggermente scalfiti dalle minacce che il suddetto mondo sottintende, mentre ci sottoponiamo scalzi e volenterosi ai ligi controlli di sicurezza, dosando il bagnoschiuma in microscopiche bottigliette da bambola e valutando la grammatura del bagaglio con la precisione di un narcotrafficante, giriamo per il globo neanche fosse il nostro tinello....   leggi tutto

Chi abbia anche solo una volta posato lo sguardo sul paesaggio che racchiude il Lago Sebino, non poteva non prevedere il successo dell’opera di Christo. Senza nulla togliere al genio dell’artista, soprattutto al suo occhio accorto, non c’è dubbio che buona parte degli applausi vadano all’ambientazione, che regala un contesto unico per un’esperienza irripetibile, come quella di camminare sulla passerella di The Floating Piers....   leggi tutto

Ancora pochi giorni e non cammineremo più sulle acque del lago d’Iseo, un’esperienza che ci ha regalato l’opera The Floating Piers di Christo e Jeanne-Claude. La passerella più discussa degli ultimi mesi ha riscosso un grande successo di pubblico ma ha attirato numerose critiche, cominciando da chi si occupa di questo per mestiere. Un’attrazione simpatica, da festa paesana o da parco divertimenti, ma questa non è arte, per Philippe Daverio; addirittura «una passerella verso il nulla», sentenzia Vittorio Sgarbi. Pequod posa lo sguardo su tutta la produzione di Christo e Jeanne-Claude, alla ricerca del senso di un progetto che ha unito i due artisti....   leggi tutto

Everybody is talking about Christo and Jeanne-Claude‘s The Floating Piers. The otherwise tranquil island of Monte Isola, situated in Lake Iseo in northern Italy, has been transformed into a tourist hot-spot for 16 days this summer, thanks to a pop-up art installation made of floating saffron-colored walkways....   leggi tutto

Greta ha dodici anni e l’aspetto tipico di un’adolescente: il fisico sottile che lascia intravedere un approccio di forme femminili, la pelle fresca intervallata da qualche punto nero, il sorriso timido decorato da un apparecchio argento. Osservandola, niente fa pensare che possa essere diversa da una qualsiasi altra sua coetanea né che possa essere pensata come una vittima o una minaccia. Eppure nell’ultimo anno, Greta si è vista escludere dal gruppo-classe e diventare bersaglio delle “leader” della classe....   leggi tutto

Da un ampio sacco di plastica grigia si intravede il lavoro che da lì a poco inizieremo a svolgere. Un gruppo di monitor è appena approdato a Monte Isola grazie all’ingegno di Jeanne- Claude e Christo che hanno permesso di raggiungere la destinazione solcando a piedi nudi le onde del Lago d’Iseo. È proprio per ultimare l’installazione della loro opera d’arte che mi trovo sull’isola; iniziamo dunque ad aprire le enormi sacche e far scivolare fuori il tessuto arancio, da stendere diligentemente per le vie di Peschiera Maraglio e pinzare su entrambi i lati delle strade. I tedeschi sono i primi a iniziare il lavoro e a prendere in mano la situazione. Pinzatrice e graffette in mano, stendo il telo sulle assi di legno ai lati delle vie e calcolo i dieci centimetri richiesti tra una spillata e l’altra, sino a quando la mia monotonia non viene bruscamente interrotta da urla di donna: «Io passo eh! Non mi interessa se avete chiuso la strada per il vostro tappeto, io sto aspettando il fornitore e vaf**culo non faccio andare tutto a male per Christo. Andate a cag**re!»....   leggi tutto

Innegabile è la passione dell’uomo nel modellare a suo piacere il proprio corpo: è dall’ antica Grecia che si cerca la perfezione esteriore, lavorando con tenacia per scolpire il proprio corpo a seconda dei canoni di bellezza più in voga. Certo, dalla palestra di Olimpia allo Sport Più se ne è versato di sudore! Anticamente la palestra (dal greco παλαίστρα, palaestra) era il luogo dove i giovani si allenavano nell’arte della lotta e dell’atletica e, successivamente, area designata per l’istruzione dei futuri efebi: il ginnasio (dal greco antico γυμνάσιον, poi dal latino gymnasium)....   leggi tutto

As we Italians are well aware of, soccer is one of the most popular sports in the world. Europe, the Americas, Africa, Asia, you name it: each continent has plenty of countries that go crazy for this game. No wonder every 4 years the World Cup competition becomes an international affair that almost nobody can resist. However, not every country is so fond of it or, even when they are, some are equally passionate about other traditional sports. That’s why, right in the middle of the European championship that gets huge international coverage, we decided to go against the tide and pick the most fascinating non-soccer related sports in the world. Here’s our list!...   leggi tutto

Quando parlo con i membri dell’associazione che gestisce la palestra popolare di San Lorenzo a Roma, la storia che mi raccontano è fatta di passione per lo sport e di attenzione per i bisogni del quartiere che la ospita. Come mi spiegano, il centro nasce nel 1998 «dalla constatazione della pressoché totale mancanza di spazi per fare sport nel quartiere» e si evolve nel tempo fino a diventare un luogo di aggregazione sociale e un punto di riferimento per la popolazione dello storico quartiere romano....   leggi tutto

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