Tag: ISIS

Talking about terrorist attacks is not easy at the present moment, when everybody wants to respect the grief of the victims’ families and the privacy of the injured. However, I truly believe that there is a great need to report how the citizens of the countries hit by violence are currently reacting. On the 22nd of May 2017, 22-year-old British Muslim Salman Ramadan Abedi detonated a homemade bomb at the exit of the Manchester Arena in Manchester, England, at the end of a concert by American singer Ariana Grande. Twenty- three adults and one children were killed, Abedi included....   leggi tutto

È il pomeriggio del 13 novembre 2015. Due commando si preparano ad attaccare lo Stade de Franceil teatro Bataclan e un bistrot all’aperto, mentre un terzo gruppo è in attesa in un residence ad Alfortville, a pochi chilometri da Parigi. Il primo attacco, durante una partita di calcio, distoglie l’attenzione, il secondo assorbe i soccorsi e le forze di sicurezza tramite una serie di raid, mentre il terzo, quello del Bataclan, provoca una carneficina: 130 morti e 60 feriti, l’aggressione più cruenta in Francia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Per la prima volta i nemici non sono dichiarati, non sono giornalisti satirici, musulmani apostati o infedeli. Il massacro è indiscriminato e i responsabili sono tutti francesi, di origine algerina. Poche ore dopo, il Presidente statunitense Obama condannerà “un attacco non solo contro Parigi, ma contro tutta l’umanità”, mentre Hollande annunciava lo stato di emergenza sul territorio francese, il tutto prima che l’ISIS rivendicasse gli attentati con un video su Youtube....   leggi tutto

This Sunday will mark one year from the terrorist attacks that killed 130 people and injured more than 350 in Paris in November 2015. Since then further attacks targeted Brussels, Nice and other localities in and outside Europe, forcing us to confront ourselves with the idea that violence can break into our everyday lives without warning. With the Bataclan, the music venue that was one of its main targets, reopening this Saturday with a Sting concert, Paris is getting ready to face the difficult anniversary of the onslaught. Here, three of its inhabitants tell us what living in the City of Light feels like a year on....   leggi tutto

Nonostante le dimostrazioni di potenza distruttrice degli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles e il numero crescente di reclute occidentali, lo Stato Islamico sembra perdere sempre più terreno e supporto popolare in Medio Oriente. Già a gennaio 2016 i territori occupati dall’IS si erano ridotti notevolmente sia in Siria che in Iraq, grazie ai bombardamenti occidentali ed alla lotta sul campo delle forze curde, i gruppi YPG (Unità di Difesa Popolare) e YPJ (Unità di Difesa delle Donne) e i peshmerga del Kurdistan settentrionale. Insieme alla predominanza militare, lo Stato Islamico sta perdendo anche la stretta psicologica sulle popolazioni dei territori occupati, dove azioni di disobbedienza civile crescono in numero e audacia....   leggi tutto

Immaginate una gomma da cancellare che si accanisce sul disegno al quale ha lavorato un artista del passato: così potremmo descrivere lo scempio che i militanti dell’Isis stanno portando avanti negli ultimi anni.
Poche volte nella storia si è visto un tale disprezzo nei confronti del patrimonio culturale. Non si tratta di conquistatori che rimuovono i simboli di un popolo sottomesso, né di un regime dittatoriale che vuole sbarazzarsi di una corrente anticonformista: ci troviamo di fronte alla distruzione sistematica di beni comuni ad opera di fanatici che non annoverano la memoria storica tra i propri valori.
L’Isis non conserva, distrugge, e lo fa trovando motivazione nell’avversione per le immagini, predicata dall’Islam e più in generale dalla cultura araba più radicale. Il fanatismo, d’altronde, è la peggiore minaccia alla cultura: chi vede il mondo con i paraocchi non fa che perseguire il suo obbiettivo, a qualsiasi costo, e nulla può fargli cambiare idea.
Ma qual è la “cultura” che l’Isis sta distruggendo? Si tratta dell’insieme delle tradizioni e delle testimonianze che si sono sedimentate nel corso del tempo nei territori da loro occupati; è parte della stessa cultura che ci impegniamo a tramandare in quanto patrimonio della collettività; non solo patrimonio materiale ma un concetto universale, che ogni civiltà ha diritto a veder riconosciuto e valorizzato....   leggi tutto

È passato un anno dall’attentato al Museo del Bardo di Tunisi e i mandanti, nonostante campagne belliche internazionali, guidate ora dalla Russia ora dalla Nato, sono ancora lì. Armati, organizzati e spietati, governano un’intera zona geografica che da bambini abbiamo imparato a conoscere con il nome di Mesopotamia. La loro entità, come un gioco di specchi, talvolta presenta una fisionomia simile ad uno Stato moderno, diviso e organizzato in “wilayas”, ossia regioni amministrative, talvolta invece ricorda un sistema feudale, dove il leader dell’organizzazione autoproclamatosi “califfo” governa senza nessuna visione democratica, sottoponendo la popolazione di quelle terre a violenze e soprusi dal fetore medievale. La forza bruta resta l’unico strumento utile alla gestione della vita quotidiana....   leggi tutto

Ce la descrivono come una Parigi fredda, immobile, esanime. Esattamente come quei corpi (il numero è ancora incerto, ma le fonti sanitarie parlano di 127 morti) fotografati e apparsi sui canali di informazione di tutto il mondo, avvolti nelle coperte termiche o, in loro assenza, nelle lenzuola che i condomini lanciavano dalle finestre. Immagini, suoni, parole che riecheggiano nella piazza digitale di Internet e che giungono fino agli altri. Gli altri, nel cuore della notte, gli altri, distanti ma vicini, gli altri, che non possono essere là fisicamente ma che si stringono attorno a questa città ferita due volte e ai suoi cittadini stremati. Esattamente come stiamo facendo noi adesso. Rifletto su come sarebbe andata se non ci fossero stati i social, le dirette web, i giornali on line, se loro non ci avessero informati, secondo per secondo, di quello che stava accadendo ai parenti, agli amici o semplicemente a persone qualunque alle quali, tuttavia, ci sentiamo filantropicamente vicini. Forse sarebbe andata peggio, forse sarebbe andata meglio....   leggi tutto

Non è di facile inizio la partecipata conferenza a Palazzo dei Dogi tenuta dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti nell’ambito del Festival della Comunicazione di Camogli. La prima domanda dell’intervistatore Carlo Rognone converte subito sulla minaccia ISIS: «Noi italiani cosa facciamo? Lo Stato Islamico non ha forse affermato di voler arrivare a Roma? La loro propaganda prospetta a una possibile terza guerra mondiale. Alcuni giornali dicono che tirarsi sempre fuori ci metterà in posizioni scomode in futuro. Siamo in grado di difenderci?»...   leggi tutto

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